Paura. Paura di correre. Paura di correre per niente. Sentirmi estranea nella tua vita che cambia, sentirmi estranea nella mia vita che va avanti. Impormi di rimanerci attaccata per non finirci sotto. Il niente, il niente da distinguere finché tu non sai più cosa sentire. Persa. Dispersa, forse. In un mare di perché senza punti interrogativi, un mare di perché che finiscono con tre puntini di sospensione … Così, sospesi. Senza niente a cui aggrapparsi realmente, sentirsi risucchiare dal cielo e poi dal buio. Realizzare che la forza di gravità esiste e nonostante i sogni ti ricaccia a terra, e allora sono solo cazzi tuoi.